E' un libro di pura testimonianza. Un dialogo reale stretto fra le mura di un carcere e scandito dai tempi contingenti dei colloqui con i detenuti, fra un avvocato e il suo assistito: Arioua Kamel, algerino, presunto terrorista. Una conversazione registrata e messa sulla carta, senza interventi o censure.
Per cercare di rispondere a una sola, semplice domanda: chi sono, quelli come Kamel?
Chi è Kamel? Qual è la sua storia? Dove si è formato? Qual è la sua cultura di riferimento? Cosa pensa dell'Islam, della vita, dei rapporti con gli altri, delle donne, del paese in cui vive e in cui è stato arretstato, l'Italia? E soprattutto, com'è diventato un presunto terrorista? Kamel racconta la sua vita e risponde alle domande in maniera articolata, con il senso dell'argomentazione e tutta una serie di riferimenti culturali e all'attualità che colpiscono il lettore.
e' lui lo stesso Kamel che compare ai primissimi posti della lista stilata dall'Unione europea sui principali accusati di terrorismo?
E' sempre meno facile capire la complessità della realtà che ci circonda. Questo libro, forse, ci può offrire un contributo